Anche Azione Terrae tra i promotori dell’Osservatorio sul Piano Mattei, una piattaforma che riunisce organizzazioni della società civile, mondo della ricerca e testate giornalistiche per monitorare l’attuazione del Piano Mattei per l’Africa
Il 22 ottobre 2026 è stato presentato pubblicamente a Roma l’Osservatorio sul Piano Mattei (Mattei Plan Watch), una piattaforma nata per monitorare l’attuazione del Piano Mattei per l’Africa e promuovere un dibattito pubblico più approfondito sulle sue finalità e modalità di realizzazione.
Azione Terrae è tra le organizzazioni promotrici dell’iniziativa, insieme a realtà della società civile, della ricerca e dell’informazione. L’Osservatorio intende seguire con rigore l’evoluzione del Piano, analizzandone gli interventi e valorizzando anche le prospettive e le competenze dei Paesi africani coinvolti.
La presentazione è avvenuta in concomitanza con le audizioni parlamentari sulla Terza Relazione governativa sullo stato di attuazione del Piano, trasmessa alle Camere il 3 luglio 2026. Un’occasione importante per approfondire i risultati raggiunti e verificare la coerenza tra gli obiettivi dichiarati e gli interventi realizzati.
Con 5,5 miliardi di euro di investimenti e 76 progetti in 18 Paesi africani, il Piano Mattei ha riportato il continente al centro dell’agenda di politica estera italiana. Tuttavia, dall’analisi dell’Osservatorio emergono ancora importanti criticità, soprattutto in materia di trasparenza delle risorse, partecipazione degli attori locali e valutazione degli impatti sociali e ambientali.
Le principali criticità emerse dal monitoraggio
Pur riconoscendo il maggiore sforzo informativo della Terza Relazione rispetto alle precedenti, l’Osservatorio evidenzia persistenti lacune nella rendicontazione. Non sono sufficientemente chiare le fonti di finanziamento dei progetti, la quota di investimenti privati e le modalità attraverso cui il sostegno pubblico contribuisce a ridurre i rischi per gli investitori. Informazioni necessarie per comprendere chi beneficia effettivamente degli interventi e quali conseguenze questi producono sui territori coinvolti.
Emergono inoltre incongruenze negli aggiornamenti relativi ai progetti e l’assenza di riferimenti ad alcune iniziative strategiche, che rendono difficile ricostruire il quadro complessivo degli interventi e verificarne lo stato di avanzamento.
Un’altra questione centrale riguarda il coinvolgimento della società civile africana. Secondo l’Osservatorio, le organizzazioni e le comunità dei Paesi interessati sono rimaste sostanzialmente ai margini dei processi decisionali e attuativi. Una criticità particolarmente rilevante in un contesto caratterizzato da profonde disuguaglianze economiche e vulnerabilità legate al debito e alla gestione delle risorse naturali.
Un partenariato fondato sulla partecipazione
Come evidenziato da Arthur Muliro, vicedirettore di Society for International Development, a nome dell’Osservatorio, il Piano Mattei si inserisce in un contesto storico caratterizzato da una distribuzione diseguale del valore tra Africa ed Europa: il continente africano fornisce le materie prime, mentre una parte significativa del valore generato viene trattenuta in Europa.
Un partenariato realmente fondato sulla reciprocità non può quindi limitarsi al dialogo tra governi, istituzioni finanziarie e imprese, ma deve garantire un ruolo effettivo alle organizzazioni della società civile e alle comunità africane nelle decisioni e nella valutazione dei risultati.
Come Azione Terrae, insieme alle altre organizzazioni promotrici, intendiamo contribuire a rafforzare il dialogo e lo scambio di informazioni con le realtà africane, affinché le loro competenze e prospettive possano trovare spazio nel monitoraggio del Piano.
Trasparenza, partecipazione e responsabilità nella valutazione degli interventi sono condizioni essenziali affinché la cooperazione con il continente africano possa tradursi in partenariati equi e capaci di rispondere alle priorità delle comunità coinvolte.
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